Crazy Pack : dai sfogo alla tua creatività
Avete tempo sino al 17 maggio 2010 per ideare e inviare il vostro imballaggio eco-sostenibile all’innovativo concorso “Crazy Pack”, organizzato da Matrec, Comieco, Cial, Coreve e Novamont spa, ha come obbiettivo primario di incentivare la creazione di pckaging alternativi rispetto ai tradizionali presenti sul mercato e che rispondano all’esigenza di ridurre i rifiuti e migliorare la loro gestione.
Partecipanti di ogni età e professione potranno sfidarsi a colpi di idee e di intuizioni che ripensino confezioni e pacchetti, per dar vita ad imballaggi dalle forme inedite. I progetti proposti saranno via via pubblicati nella home page del sito e i vincitori riceveranno in premio prodotti ambientalmente sostenibili.
Per le iscrizioni andate su http://www.crazypack.it
Buona partecipazione e speriamo che ne escano delle belle
aprile 7, 2010 No Comments
La ricetta di Bigazzi
da un ANSA del 15 febbraio
Ricetta a base di carne di gatto alla Prova del cuoco su Raiuno e, oggi, Beppe Bigazzi e’ stato sospeso dalla trasmissione.
”Sono stato frainteso”, ha detto l’esperto, da dieci anni volto popolare della trasmissione. ”C’e’ un video del programma che parla da solo, non vorrei aggiungere altro”. ”Devo parlare, chiarire con la Rai”. L’annuncio della sospensione lo ha dato nella puntata odierna la conduttrice della trasmissione, Elisa Isoardi. La decisione e’ arrivata dopo le proteste di Verdi, animalisti e del sottosegretario alla Salute, Francesca Martini, ”Un episodio inaudito e di una gravita’ assoluta”, ha detto Francesca Martini, che ha ipotizzato estremi di reato, visto che gli animali d’affezione sono protetti per legge. Secondo la ricostruzione di Cristina Morelli, responsabile diritti animali del Sole che Ride, in una puntata della scorsa settimana (secondo Morelli il 10 febbraio) Bigazzi spiego’ una ricetta a base di gatto, definendolo ‘molto piu’ buono di altri animali’ invitando ‘a gustare la carnina bianca di gatto’…..
Ora non voglio difendere a spada tratta il Beppe nazionale, ma una domanda che mi pongo è questa: Come mai proteggiamo i gatti (animali da compagnia) e non i conigli (diventati da qualche anno anche loro animali da compagnia ). Mi sembra un motivo di estrema disparità tra conigli e gatti, ovvero i primi si possono fare al forno e i secondi no ?
Alcune volte dovremmo levarci quel velo di ipocrisia che ci circonda. Anche perchè, siamo franchi, in Cina mangiano praticamentedi tutto dal cane al gatto, dal topo alla rana. Il tanto scalpore è sicuramente riconducibile ad abitudini alimentari che ci siamo scrollati di dosso, ma fare tanta “caciara” per affermazioni del genere mi sembra effettivamente eccessivo e sintomo di vero e proprio bigottismo.
febbraio 16, 2010 No Comments
Mcitaly in degustazione.
Grazie ad un accordo tra il ministro delle politiche agricole Zaia e McDonald’s nasce il primo hamburger 100% italiano. Il nome sembrerebbe quasi scontato : Mc Italy.
Tutti gli ingredienti dle nuovo hamburger saranno al 100% di provenienza italiana come olio extravergine d’oliva, Asiago Dop, Bresaola della Valtellina Igp, pancetta della Val Venosta, grano saraceno, cipolle di Tropea e carciofi romani.
E come per tutte le novità sono scoppiate le varie discussioni tar i pro e contro online ( ad esempio sul sito Dissapore ) o sulla carta stampata tra il ministro e l’autorevole tabloid britannico the Guardian che definisce il nuovo panino italoamericano di McDonald’s «un miscuglio diabolico di crema di carciofi, formaggio asiago e lattuga» ed incalzando afferma che la decisione di promuovere questo prodotto da parte del ministro italiano è stato «un atto mostruoso e un tradimento nazionale».
Noi per curiosità l’abbiamo provato e vi raccontiamo la nostra esperienza.
Il panino si presenta soffice e delicato. Al naso è il solito odore del classico hamburger forse perché comunque la carne già fornita anche per gli altri panini è di provenienza comunque italiana ( Cremonini) ?
Al gusto sinceramente non è il massimo. Sapore sempre abbastanza omologato con un pizzico di marcia in più dovuto all’Asiago ed al leggero retrogusto di carciofi che lo rendono decisamente più invitante rispetto al resto della gamma McDonald’s.
Il voto globale è appena sopra la media. Intendiamoci il nostro giudzio non rientra in un discorso più ampio di come effettiuvamente il made in Italy enogastronomico dovrebbero essere portato avanti. In fondo in fondo queste tipologie di operazioni fanno più male che bene all’immagine culinaria italiana. Speriamo solamente che il panino venga venduto solamente in Italia, in quanto non è sicuramente un degno testimonial del mangiar bene italiano. Per il resto almeno abbiamo trovato un barlume di voler comunque promuovere i nostri prodotti IGP e DOP .
Speriamo che il ministro si impegni in altre attività di più ampio respiro al fine di promuovere sempre meglio e con il giusto impegno il nostro patrimonio enogastronomico.
Quello che possiamo suggerire è di berci sopra magari abbinandolo ad uno Zinfandel dell’Accedemia dei Racemi per sottolineare al binomio Italia / USA.
febbraio 6, 2010 No Comments
Il sushi nella rete
Oramai dilaga la nippomania a tavola. Il cibo giapponese è di moda. Tra i piatti tradizionali, la parte da leone spetta ovviamente al Sushi. Non si può non averlo assaggiato. Poi ci sono i volenterosi e curiosi che invece lo vogliono anche prepararlo a casa. Avvertenza. Se l’improvvisazione è il vostro forte, allora abbandonate subito i vostri propositi, in quanto la cucuina giapponese richiede pazienza, grande manualità e tecnica. Difatti i piatti all’apparenza (ma solo in questo) sembrano semplicissimi, ma dietro la loro linearità c’è una scuola millennaria. Le cotture brevissime o adirittura inesistenti, non consentono “trucchi”. Abbiamo girovagato per il web alla ricerca di risorse interessanti per appronfondire questa antica e difficile arte. Ecco aclcuni siti che ci sono piaciuti
Sushi NOW
Bel sito illutrato e ricco di foto per immergersi nella siapente arte orientale. Bella la sezione dove viene illustrata attraverso foto e filmati il Sushi rolling
http://sushinow.com
Eat Sushi
Un interessante sito con filmati per imparare la manualità delle varie operazioni
http://www.eatsushi.com/demos.asp
Bob & Angie
Il sito prevede una sezione in inglese, anche se molto ridotta rispetto all’originale, però le ricette di base e piatti più elaborati sono illustrati abbastanza bene ( purtroppo i video non sono a grandi dimensioni come siamo abituati su youtube).
http://www.bob-an.com/recipe/English/index_e.html
The Sushi Worl Guide
Per chi preferisce il ristorante, questo è l’indirizzo di un veloce archivio di ristoranti Giapponesi nel mondo. Tra le città principali italiane sono recensite Firenze, MIlano, Roma e Torino.
http://sushi.to
Per chi avesse da segnalare altre risorse vi preghiamo di commentare l’articolo.
settembre 16, 2009 No Comments
Ristoranti virtuali

Diavoli di americani! Le inventano proprio tutte! Si tratta di Restaurant Empire II tra un video game e un gioco di ruolo, che vi permette di diventare chef e proprietario di risporante: 400 ricette e ingredienti da proporre ai propri clienti virtuali, ben 700 oggetti con cui decorare sala e cucina, 30 chef da assumere e con cui “discutere”, cinque grandi cucine internazionali, 3 grandi capitali del gusto, Parigi, Roma e Los Angeles.
E’ possibile controllare ogni dettaglio, decidere che tipo di cucina offrire e inventare il menù più accattivante per i propri clineti. Viaggiare per il mondo e incontarre chef e critici gastronomici che vi aiuteranno a diventare il numero uno della ristorazione mondiale.
Dovrai stare anche attento ad avversari e competitors, installare una lavapiatti, licenziare camerieri svogliati e sous chef impetinenti. Il successo del tuo ristorante dipenderà da diversi fattori, alcuni positivi da migliorare, come la qualità del cibo, del servizio e dell’ambiente, altri negativi da minimizzare, come i prezzi e le lamentele. Un altro elemento chiave è la posizione del ristorante: una buona vista ti darà dei benefici immediati, validi soprattutto durante il periodo di avviamento del locale. In ogni città sono presenti dei punti di interesse strategici, come ad esempio La Tour Eiffel a Parigi, che conferiranno immediato prestigio al tuo locale. Il fattore principale, comunque, è rappresentato dalla qualità del cibo, per cui dovrai costantemente migliorare i piatti inseriti nel menu e aggiungerne di nuovi.
La gestione del tuo locale implicherà, inoltre, la scelta e la formazione del personale, la promozione del ristorante e l’intrattenimento della clientela; potrai scritturare artisti di vario tipo per ravvivare l’atmosfera, ma anche creare dei locali a tema, con ambientazioni spettacolari come le profondità marine, esotiche foreste pluviali e piste automobilistiche.
Talmente realistico che alla fine della partita, comincerete a riflettere che, se fino ad oggi il tuo sogno nel cassetto era quello di aprire un ristorante, non sarà meglio accontentarsi di uno virtuale ?
agosto 20, 2009 1 Comment
Arriva il pannolino per il vino

E’ nato un nuovo sistema per risolvere il trasporto di bottiglie sugli aerei. Infatti dopo l’ 11 Settembre, non potendo più portare liquidi nella cabina dell’ aereo, i passeggeri sono costretti a far stivare vino, olio, profumi, e quant’altro. Di conseguenza molte aerolinee americane tra cui la Southwest, Continental e Spirit, riconoscendo tale rischio, hanno incluso nelle loro regole di imbarco, l’obbligo di imballare le bottiglie di alcolici e gli altri contenitori.
Per evitare quindi, in caso di rotture, perdite dei liquidi nasce il Winediaper© (Pannovino©), costruito in plastica, foderato con materiale superassorbente e sigillato da una chiusura Zip. Inoltre, il Winediaper© (Pannovino©) è leggerissimo ed ultra portatile. Il passeggero inserisce la bottiglia, sigilla la chiusura e lo ripone in valigia e.. niente piu’ preoccupazioni e brutte sorprese allo sbarco!
Il sistema ci sembra interessante, ma ovviamente protegge dalle fuoriuscite di liquidi una volta che la bottiglia danneggiata, ma certamente offre minime garanzie di sicurezza sulle eventuali rotture dovute a cadute accidentali od impatti esterni con altre valige etc..
Quello che ci piace di più ? Certamente la fantasia del nome e del logo.
Per maggiori informazioni Wine Diaper
agosto 17, 2009 No Comments
Con pressione: ricette creative per la pentola a pressione

In cucina la petola a pressione è tra gli strumenti in cucina più stigmatizzati. Generalmente chi cucina con la pentola a pressione viene bollato come vero e proprio incompetente. Finalmente in libreria un libro che rende giustizia a questo utile e prezioso strumento che riduce drasticamente i tempi di preparazione dei piatti lasciando i cibi più saporiti e con tutti i principi nutrizionali che servono.
Ma come funziona il sistema di cottura ?
Generalmente si tenta di pensare che per cuocerei cibi più in fretta sia necessario avere una fiamma più forte. In pratica invece, la temperatura di cottura degli alimenti con quasi tutti i sistemi non può superare fisicamente i 100 ° C. Difatti a per quanto vogliamo alzare la fiamma dei nostri foenelli, la temperatura dell’acqua non supererà mai i 100 °C e per un fenomeno puramente fisico la temperatura massima tende a calare con il diminuire della pressione atmosferica, tanto è vero che su alcuni altopiani del Tibet, in alta quota ( dove la presione atmosferica è più bassa ), è praticamente impossibile far bollire l’acqua! La pentola a pressione sfrutta questo principio in modo inverso: la chiusura quasi ermetica della pentola impedisce la fuoriuscita del vapore che deriva dalla ebollizione dell’acqua o degli altri liquidi, vapore che si accumula all’interno del recipiente producendo all’interno della pentola una pressione maggiore aumentarando la temperatura di ebollizione e quindi di cottura . Si possono così ragguingere temperature anche di 120° C che velocizzano i tempi di cottura.
Scritto a quattro mani da Umberto ZANASSI e Carole ENGEL propone 28 ricette per sfruttare la meglio questo utile ed incompreso strumento da cucina. Troviamo così il flan di olive taggiasche, la mousse di baccalà, il calamaro ripieno, il petto di pollo al curry, il budino al cioccolato ed amaretti. Ora non avete più scuse.
Prezzo di copertina 13,90 Euro
(18 x 20) Cartonato. 64 pp. con 32 foto a colori
ZANASSI, Umberto – ENGEL, Carole
9788895056388
agosto 5, 2009 1 Comment
Astraio : Il Viognier maremmano

Eccoci alla seconda tasting list di Francesco Zonin. Questa volta ci è stato proposto l’Astraio della Tenuta Rocca Di Montemassi.
Ci troviamo in piena Maremma con un vitigno decisamente nuove per queste zone : Il Viognier, originario della valle del Rodano.
Alla vista si presenta di un splendido giallo paglierino. Al naso è inizialmente timido, chiuso, ma Lasciato riposare ed ossiginare il dovuto si mostra in tutta la sua suadenza regalandosplendide note tropicali a cui si accompagna un nettissimo profumo di pera. In bocca la progressione aumenta con un ottima mineralità e sapidità . Molto buona la beva che invita (sopratutto in queste calde sere d’estate ) a riassaggiarlo ogni volta. Ritroviamo al palato note esotiche con frutti a pasta bianca (pesca e pera).
Noi l’abbiamo abbinato ad una Galinella di mare fatta “all’acqua pazza”. Mai scelta più azzeccata.
agosto 3, 2009 4 Comments
Perrier-Jouet Belle Epoque

La prestigiosa Maison Perrier-Jouët ha indubbiamente un pregio ormai consolidato da molti decenni di indiscutibili successi : la creazione stilistica di una tra le più affascinanti bottiglie mai viste.
L’eleganza di questa bottiglia ha infatti tracciato e segnato un epoca da quando, nel 1969, l’artista Emile Gallè la decorò con uno stile arabesco di anemoni bianchi. Un disegno in purò stile Art Nouveau che ha trovato nel corso degli anni l’ideale compagno di viaggio nelle bollicine più prestigiose della maison francese.
La cuvée Belle Epoque continua ad essere l’incarnazione di un modello perfetto di eleganza e raffinatezza. Un esercizio di creazione dedicato al piacere. L’unione tra la storia di una Maison fondata quasi due secoli fa nel 1811 nel cuore della Champagne, e un terroir praticamente perfetto: 65 ettari classificati al 99,2% nella scala dei Cru champenois. Un matrimonio inscindibile che resiste spiritualmente anche ben oltre il fatidico momento della stappatura. Ad appage tutti e cinque i sensi concorre un millesimo straordinario come questa Belle Epoque.
Lo Champagne sfodera subito freschezza seducente all’aroma, per poi concedere al palato una richezza e una morbidezza innate. Il perlage è propozionato, colore giallo paglerino con riflessi verdi. Il naso è fresco di agrumosità e note saline, che verso la finale diventano più spesse grazie ai lieviti. Bocca fresca di pompelmo candito, che ripercorre il naso su toni più tenui ed eleganti.
giugno 19, 2009 No Comments
ANNO 0 : una storia dalle ande agli appennini

La storia italiana è ricca di emigranti che hanno fortuna all’estero lasciando il paese d’ordigine pre sempre. Ci sono invece rari casi dove il richiamo della terra predomina su tutto. E’ la storia della famiglia Cartellone, famiglia italiana emigrata in Argentina ai primi del ‘900 dalla Sicilia, che quasi dopo un secolo ha fortemente voluto far rientro in Italia per produrre vino. I discendenti dei Cartellone hanno deciso di insediarsi nell’Arentino, più precisamente a Civitella in Val di Chiana acquistando nel 2005 l’azienda Camperchi con i suoi 146 ettari di cui 24 a vigneto. La zona, pur essendo in una delle regioni più enologicamente sviluppate, è situata in una porzione della Toscana ancora sorprendentemente sconosciuta per la produzione di grandi vini, Una sfida nella sfida quindi.
Grazie alle vaste superfici boschive che cingono i vigneti proteggendoli non solo dagli agenti esterni, ma anche regolando temperature e venti, si è sviluppata intorno all’azienda un vero e proprio microclima dove Sangiovese e varietà internazionali crescono nelle migliori condizioni.
La filosofia dei Camperchi è semplice : per fare a un buon vino è necessario utilizzare solo l’uva migliore. Obbiettivo che l’azienda realizza proprio con la lavorazione delle uve raccolte manualmente a cui segue una cernita scrupolosamente effettuata a mano dei singoli acini. La fermentazione nelle vasche di cemento avviuene separatamente per singono vigneto a cui seguono affinamenti in acciao, botti e barrique. Ma la descrizione del processo produttivo non riesce appieno a descrivere la filofosia della famiglia Cartellone. Invece qualcosa in più si percepisce leggendo l’etichetta del primo vino prodotto : Anno 0, una sorta di incipit, del volersi presentare al pubblico in tutta la sua schiettezza e sincerità, quasia voler dire “ecco come stiamo lavorando”. Con la vendemmia 2007 diventerà “Pietraviva” D.O.C, in omaggio al territorio dove viene prodotto, per dimostrare che anche questa sconosciuta area della Toscana è in grado di dare “buoni frutti”.
Noi lo abbiamo assaggiato nell’edizione 2006 scoprendolo al naso molto tipico con frutti rossi che virano fino alla marmellata di more. L’assaggio è ben scandito, conponendosi di acidità e polposità, dove tannini e presenze legnose sono fusi in buon contesto. Molto buona la persistenza nel medio finale.
giugno 12, 2009 No Comments

