Perchè buongustai non si nasce, ma si diventa

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Perrier-Jouet Belle Epoque

perrier jouet belle epoque

La prestigiosa Maison Perrier-Jouët ha indubbiamente un pregio ormai consolidato da molti decenni di indiscutibili successi : la creazione stilistica di una tra le più affascinanti bottiglie mai viste.

L’eleganza di questa bottiglia ha infatti tracciato e segnato un epoca da quando, nel 1969, l’artista Emile Gallè la decorò con uno stile arabesco di anemoni bianchi. Un disegno in purò stile Art Nouveau che ha trovato nel corso degli anni l’ideale compagno di viaggio nelle bollicine più prestigiose della maison francese.

La cuvée Belle Epoque continua ad essere l’incarnazione di un modello perfetto di eleganza e raffinatezza. Un esercizio di creazione dedicato al piacere. L’unione tra la storia di una Maison fondata quasi due secoli fa nel 1811 nel cuore della Champagne, e un terroir praticamente perfetto: 65 ettari classificati al 99,2% nella scala dei Cru champenois. Un matrimonio inscindibile che resiste spiritualmente anche ben oltre il fatidico momento della stappatura. Ad appage tutti e cinque i sensi concorre un millesimo straordinario come questa Belle Epoque.

Lo Champagne sfodera subito freschezza seducente all’aroma, per poi concedere al palato una richezza e una morbidezza innate. Il perlage è propozionato, colore giallo paglerino con riflessi verdi. Il naso è fresco di agrumosità e note saline, che verso la finale diventano più spesse grazie ai lieviti.  Bocca fresca di pompelmo candito, che ripercorre il naso su toni più tenui ed eleganti.

giugno 19, 2009   No Comments

ANNO 0 : una storia dalle ande agli appennini

camperchi anno zero

La storia italiana è ricca di emigranti che hanno fortuna all’estero lasciando il paese d’ordigine pre sempre.  Ci sono invece rari casi dove il richiamo della terra predomina su tutto.  E’ la storia della famiglia Cartellone, famiglia italiana emigrata in Argentina ai primi del ‘900 dalla Sicilia, che quasi dopo un secolo ha fortemente voluto far rientro in Italia per produrre vino. I discendenti dei Cartellone hanno deciso di insediarsi nell’Arentino, più precisamente a Civitella in Val di Chiana acquistando nel 2005 l’azienda Camperchi con i suoi 146 ettari di cui 24 a vigneto. La zona, pur essendo in una delle regioni più enologicamente sviluppate, è situata in una porzione della Toscana ancora sorprendentemente sconosciuta per la produzione di grandi vini, Una sfida nella sfida quindi.

Grazie alle vaste superfici boschive che cingono i vigneti proteggendoli non solo dagli agenti esterni, ma anche regolando temperature e venti,  si è sviluppata intorno all’azienda un vero e proprio microclima dove Sangiovese e varietà internazionali crescono nelle migliori condizioni.

La filosofia dei Camperchi è semplice : per fare a un buon vino è necessario utilizzare solo l’uva migliore.  Obbiettivo che l’azienda realizza proprio con la lavorazione delle uve raccolte manualmente a cui segue una cernita scrupolosamente effettuata a mano dei singoli acini. La fermentazione nelle vasche di cemento avviuene separatamente per singono vigneto a cui seguono affinamenti in acciao, botti e barrique. Ma la descrizione del processo produttivo non riesce  appieno a descrivere la filofosia della famiglia Cartellone.  Invece qualcosa in più si percepisce leggendo l’etichetta del primo vino prodotto : Anno 0, una  sorta di incipit, del volersi presentare al pubblico in tutta la sua schiettezza e sincerità, quasia voler dire “ecco come stiamo lavorando”.  Con la vendemmia 2007 diventerà “Pietraviva” D.O.C, in omaggio al territorio dove viene prodotto, per dimostrare che anche questa sconosciuta area della Toscana è in grado di dare “buoni frutti”.

Noi  lo abbiamo assaggiato nell’edizione 2006 scoprendolo al naso molto tipico con frutti rossi che virano fino alla marmellata di more.  L’assaggio è ben scandito, conponendosi di acidità e polposità, dove tannini e presenze legnose sono fusi in buon contesto.  Molto buona la persistenza nel medio finale.

giugno 12, 2009   No Comments

I liquori tonificanti del Dott. Alfredo

liquori de giorgi

Antica Fabbrica Liquori Dott. Alfredo De Giorgi: un nome inconfondibile, che manifesta subito la sua remota origine.

L’attività della distilleria salentina, legata ad una tradizione troppo spessa dimenticata nel tempo, comincia ai primi del ‘900 seguendo una preciusa filosofia produttiva. Oggi un liquore corroborante è una parola quasi sconosciuta, ma rappresenta a ragione un patrimonio culturale difficile da trascurare. La de Giorgi era ed è rimasta un vero laboratorio artiginale, dove si producono liquori naturali ottenuti dalla distillazione di infusi di erbe aromatiche, stabilizzati in appositi giare di gress e senza alcun utilizzo di essenze o coloranti artificiali.

Scorrendo a caso le molte tiologie di liquori della De Giorgi, il fascino perverso di ostentare virtù tonificanti di un China Elisir, di una Sambuca o di un Mandarino brandy travalicano spiritualmente anche l’evidente imbarazzo di quella bustina ammuffita di digestivo chimico conservata da sempre nel portafoglio.

giugno 11, 2009   No Comments

La Carraia - Fobiano 2002

fobiano la carraia

Quando uscì la prima annata del Fobiano – era il 1995 – furono in molti a sorprendersi della raffinata eleganza di un taglio bordolese ( Merlot 70%, Cabernet Sauvignon 30% ) decisamente inconsueto in un territorio dominato dai bianchi. Quello che colpisce di questo vino è la sua struttura che offre una buona longevità al vino.  Ancora oggi, il Merlot e il Cabernet Sauvignon provengono dal podere “San Valentino”, magnifica terrazza umbra protesa verso il sole e dal magico impasto vulcanico .

Dal colore rosso rubino impenetrabile, con sfumature molto vivaci, al naso è di grande intensità ed eleganza. Esprime un’inziale ampiezza formata da note di frutta rossa matura come ribes, mora, marasca, fuse perfettamente a un pot-pourri di erbe aromatiche, sentori balsamici e di pino mista a sudenti note di vaniglia. Al gusto esprime una struttura potente, una trama setosa e fitta, e un’avvolgenza notevole.  La morbidezza è leggermente mascherata dalla” dolce” tannicità presente. Piacevole il finale che denota una rispondenza perfetta con il fruttato riscontrato all’olfatto.

Da abbinare sicuramente a secondi di carnaggione e selvaggina. Formaggi a pasta grassa e mediamente stagionati.
Per assaggiarlo puoi  acquistarlo direttamente online  presso l’enoteca Di Leva

giugno 9, 2009   No Comments

Honey :-)

miele

Direi che, questo packaging dedicato ai vasetti miele Waitros,  è a quinta essenza della semplicità ed immediatezza .

giugno 5, 2009   No Comments

Auchentoshan, tre volte Whisky.

Auchentoshan Three Wood

Del bruppo Bowmore, che non ha bisogno di presentazioni, fa parte anche Auchentoshan, distelleria fondata nel 1823 nel Dunbartonshire. Si trova proprio in quel luogo cariuco di storia conosciuto come la port della Scozia, sul fiume Clyde.  Piccola ma di forte tradizione Auchentoshan è l’unica ad utilizzare la tripla distillazione, che dona al whisky di malto armonia, finezza e freschezza. L’assenza di torba gli conferisce una spiccata eleganza.

La distilleria fu costruita nel 1823 e, a causa dell’espansione di Glasgow, si trova ora alle porte della città. E’ rimasta l’unica distilleria che, fedele alla tradizione delle Lowlands, la parte più meridionale della Scozia, distilla ancora tre volte.  La distilleria ha cambiato proprietà varie volte fino ad essere acquisita, nel 1960 dalla Morrison Bowmore Ltd che ha dato un notevole impulso all’azienda.

La selezione Three Wood si presenta alla vista di un aristocratico color scuro. Al naso ci pervade con malto, frutta e noce, poi caramella bruciata, frutti rossi e uno spiccato profumo di prugna e sherry. Il corpo è ricco e morbido con un sapore molto virato sulle tonalità delle sherry con un certo fruttaot morbido e dolce nel centro e un’asciutezza di malto al di sotto. Finale secco con ricodi di frutta all’uva sultanina.

maggio 24, 2009   No Comments

Poggio Argentiera : riparte il Tasting Panel

Ci siamo.

Parte il secondo turno del Tasting Panel di Poggio Argentiera . Secondo la tabella di marcia, le prime  spedizioni al secondo gruppo cominceranno questa settimana.

A differenza della passata tornata gli imballaggi porta bottiglie utilizzati per le spedizioni saranno quelli della EWSP®  di cui vi abbiamo anche parlato quasi un anno fa.

maggio 18, 2009   No Comments

Come cuocere una bistecca

Gli intenditori, affermano che lo spessore della carne non deve essere inferiore a due dita e che il peso debba raggiungere almeno i 600 grammi. La sua cottura infine, dovrà essere rigorosamente al sangue. Ma come fare ?

Innanzitutto  per una cottura in assenza di brace, è possibile utilizzare una piastra o una padella comunque molto calda. Vi consigliamo di ungerle preventivamente aiutandovi con un tovagliolo di carta leggermente imbevuto d’olio.

Elemento essenziale è che la cottura deve avvenire solo ed esclusivamete girando la bistecca una sola volta. Non biosgna assolutamente utilizzare forchette o altra attrezzatura che perfori la carne consentondo così gli “umori” della carne di fuoriuscire facendo perdere la succolenza alla bistecca.

Si appoggia quind la bistecca sulla piastra già calda e la si lascia stare fino a quando non sia cotta da quel lato. Solo allora la si gira stando attenti a non forarla e la si fa cuocere dall’altra parte.

Il tempo di cottura per singolo lato dipende dalle dimensioni della bistecca.  In ogni caso, la carne deve presentarsi ben cotta all’esterno, ma mantenere un interno rosato anche se non troppo sanguinolento.

Un buon sistema è quello di attendere e misurare il tempo che gli “umori” della bistecca durante la cottura del primo lato saliranno uscendo dalla parte superiore. A questo punto significa che la prima fase di  cottura è terminata e si può procedere a girare la bistecca facendo cucere per altrettanti minuti il secondo lato.

Il sale va aggiunto a fine cottura!

Per altre tipologie di cotture vi segnaliamo un interessante articolo di approfondimento di Dario Bressanini

maggio 17, 2009   No Comments

Il BUZZ nel mondo del vino

La notizia è circolata velocemente nel mondo della Foodsfera a conferma sicuramente di quanto certe azioni di marketing siano estremamente potenti.

Ci riferiamo al caso della cantina californiana Murphy-Goode Winery che offre  10.000 dollari al mese per bloggare, twittare, e interfacciarsi con i maggiori social network al fine di promuovere la loro realtà e i loro prodotti.  Alla maggior parte  ( citiamo tra tanti  il post  di Pamela Guerra  su Vinix ) la cifra è sembrata decisamente fuori mercato. Perchè pagare tanto una persona? In tal senso concordo pienamente Con Fabio di Vino24 che la cantina abbia “sparato” questa cifra appositamente facendo innescare un vero passa parola e discussioni a non finire.

Generando in definitiva quello che volevano : che la foodsfera parlassero di loro. In sostanza ritengo una buona parte di quei 10.000 $ la Murphy-Goode Winery li avrebbe dovuti investire comunque per avere una bona visibilità. In questo caso ha speso gli stessi soldi colpendo nel centro l’obiettivo ancor prima dei sei mesi (questo è il contratto per il futuro dipendente ). Complimenti vivissimi a chi ha saputo ideare un azione di webmarketing così ben riuscita.

maggio 14, 2009   No Comments

Colorata e antigoccia la caraffa da frigo

caraffa da frigo

Bella da vedere e da portare in tavola, con una forma pulita che ricorda la bottiglia del latte di una volta. Ma è anche pratica e funzionale, sopratutto per i prossimi mesi caldi che cominciano ad avvicinanrsi.

Si chiama Fridge carafe ed è una caraffa da un litro sudiata da Evasolo appositamente per trovare posto nello scomparto del frigo dedicato alle bottiglie e per rinfrescare acque e succhi di frutta, oppure per ospitare il tè bollente da trasformare isuccessivamente in té freddo. L’apertura è sufficientemente grande per introdurre cubetti di ghiaccio, oppure qualche fettina di limone, mentre la chiusura è antigoccia

maggio 8, 2009   No Comments