Perchè buongustai non si nasce, ma si diventa
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Il bag “senza box” dei sudafricani

Ormai le soluzioni “bag in box” sembrerebbero essere soluzioni vecchie di decenni . Le cantine del nuovo mondo (Austrialia, Sud africa, Cile ) soprattutto con forte esportazioni verso gli UK stanno lanciando ogni stagione novità nel campo del packaging al fine di ridurre al minimo l’impatto ambientale. Da qualche tempo infatti il governo britannico è sempre più attento alla questione rifiuti ed incentiva costantemente le grosse catene distributive come Tesco ad adottare soluzioni sempre più “eco-compatibili”.

Infatti seppur il vetro sia riciclabile richiede in ogni caso un processo di lavorazione ad altissime temperature con un conseguente consumo di energia ( leggi produzione di CO2)

A tal proposito è stata lanciata dalla cantina sudafricana Arniston Bay una confezione del tutto nuova rinominata “e-pouch”. Difatti si tratta di una bag-in-box senza la scatola di cartone esterna. Il materiale della “eco-sacca” è una plastica a tre strati che dovrebbe garantire una buona protezione del vino dall’ossidazione.

Il particolare design permette alla sacca di restare in piedi quando è piena, mentre vuota è perfettamente piatta.

Secondo un esperto inglese, l’impatto ambientale di queste confezioni sarebbe inferiore a quello del vetro anche se nessuna confezione “e-pouch” venisse riciclata e il cento per cento delle bottiglie lo fosse.

I consumatori nei supermercati del Nuovo Regno sembrano apprezzare e le vendite sembrano decollare.

Ad ogni modo il mio modesto parere è quello di non allontanarsi troppo dalla valutazione di queste soluzioni alternative. Ovvero esistono una gamma infinita di qualità di vino. Certo non mi aspetterei mai un Brunello in una confezione simile, ma vini più “facili” e da bere tutti i giorni forse sì. Magari queste confezioni potrebbero dare certamente una mano a quelle aziende che vendono vini sotto i 2 euro. Difatti eliminando sensibilmente i costi dell’involucro e puntando allo stesso prezzo probabilmente aumenterebbero la qualità del vino stesso (sperando che invece non aumentino solo i margini). E’ solo utopia ?

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