Perchè buongustai non si nasce, ma si diventa
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Prima degustazione PoggioargentierA

Ieri sera ci siamo concessi finalmente la prima degustazione di 2 dei 6 campioni inviati gentilmente da PoggioargentierA per il loro tasting pannel organizzato tra 100 FoodBloggers.

La scelta è caduta sul Finisterre e il Maremmante,due prodotti simili nell’uvaggio Alicante e Syrah, ma decisamente diversi. La prima cosa che mi ha subito incuriosito è stato l’insolito assemblaggio dei vini : Alicante e Syrah che partecipano per entrambi i vini nelle uguali proporzioni. Una scelta ben precisa di Gianpaolo forse di voler uscire dai soliti schemi bordolesi. Ma veniamo alla degustazione.

Maremmante 2007
Dal colore rosso rubino acceso con leggeri sfumature ancora violacee ( ricordiamo che si tratta di un millesimo piuttosto giovane) si offre al naso subito intenso esplosivo con note di amarena e ciliegia, solo successivamente con una buona ossigenazione si avverte un leggero sottofondo speziato molto sottile. Alla bocca è di buon nerbo, con tannini ormai abbastanza addomesticati di buona acidità e sapidità. In bocca si sente la sua vigoria e lo scalpitio del vino. Molto buono. L’abbiamo abbinato ad un piatto tradizionale abruzzese che è la mugnaia. Giudizio più che positivo.

Finisterre 2006.
Versato nel bicchiere è di un rubino carico, scuro, impenetrabile. Girato nel bicchiere mostra archetti fitti e lenti (siamo di fronte ad un campione che dichiara 14,5% Vol). Al naso rispetto al Maremmante si svela con più timidezza, i profumi sono tenui e bisogna essere più concentrati per scorgere tutte le sfumature che poi man male ci regalerà. Anche qui fin da subito si mostra l’amarena a cui seguono molto dopo, e con una buona ossigenazione, sfumature di cacao ,caffè e un leggero fondo speziato.
In bocca è elegante, equilibratissimo. Legno completamente integrato con tannini levigati e setosi. La buona vena acida contrasta benissimo l’estrema alcolicità del vino rendendolo molto piacevole alla degluttizione. Molto molto buono. Devo dire estremamente elegante anche se un pò reticente a farsi scoprire.
Abbinamento con carni alla brace.

In sintesi, tra i due vini, io personalmente ho preferito il Finisterre perchè meno scontato anche se all’inzio si è rilevato abbastanza timido. Gli altri commensali, sopratutto le donne, hanno scelto il Maremmante forse per la maggiore intensità ai profumi e per una minor alcolicità complessiva.

Vorrei chiudere con una domanda che Giampaolo avrà ricevuto forse un milione di volte. Come mai la decisione di un produrre due vini con un simile uvaggio? E come mai produrne addirittura due ?

Ai prossimi campioni.

2 comments

1 gianpaolo { 09.21.08 at 13:53 }

Innanzitutto grazie della bella recensione. A proposito della vostra domanda, è presto detto: l’Alicante è un uva (Grenache o GrenachexPetit bouschet) tipica della Maremma, ed uso l’aggettivo tipico con tutta la sua carica di indeterminatezza, a proposito. Se è tipico quello che è stato usato nel corso dei decenni allora l’Alicante, anche chiamato localmente Uva Spagna o Tinto di Spagna, è così. L’idea quindi di utilizzarlo in un blend con il Syrah mi è venuta dall’osservazione che si tratta di un classico abbinamento mediterraneo. Nel Sud della Francia è facile trovare abbinamenti del tipo Grenache/Syrah/Mourvedre. Per me può a ben titolo rappresentare una risposta maremmana all’esigenza di non fossilizzarsi solo sul Morellino e costuire la nostra idea di SuperMaremmano, diversa dall’impostazione solita che vede il Merlot ed il Cabernet Sauvignon a farla da padrone, cosa che per me è più adatta per una zona come Bolgheri o la Val di Cornia.
Perché due? Perchè ogni grande vino, o vino che voglia diventare grande, ha bisogno accanto a se di un piccolo fratello, dove far confluire le uve meno adatte. Detto questo, secondo me un vino come il Maremmante può rappresentare, come vino base, la Maremma molto di più di un anonimo Merlot/Cabernet da poco. E per conto mio, un vino che come quello può costare € 7,50 in enoteca, è un passo incoraggiante. Tra l’altro va anche molto bene sul mercato, anche se le bottiglie prodotte sono relativamente poche.
Ho risposto?

2 Il Guazza di PoggioargentierA — Buongustai.biz { 09.23.08 at 08:53 }

[...] Anche qui ci trpoviamo di fronte ad insolito uvaggio : Ansonica 80% – Vermentino 20%, ma ormai dopo i primi due vini degustati precedentemente abbiamo capito che la forza di questa azienda è la sperimentazione verso vini nuovi ed innovativi, [...]

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