Jermann Vinnae 2007

Silvio Jermann è un vero cult per gli appassionati. Già leggendo i nomi delle sue etichette più famose, si può immaginare quale fantasia e immaginazione pervada questo vignaiolo senz’altro più a suo agio con i vini di fantasia che con quelli classici monovarietali.
Gli Jermann, arrivati in Friuli, a Villanova di Farra, nel 1881 dall’Austria, furono inizialmente dei semplici mezzadri, poi proprietari terrieri finché, soalmente verso l’inizio del secolo scorso, il vino divenne l’oggetto principale del loro lavoro e sopratutto della loro vita . Erano contadini, tutti d’un pezzo, di quelli che non vogliono sentir debolezze né cambiare una virgola nella tradizione, ma Silvio che nel 1968 era a Conegliano alla scuola del vino, ebbe, come tutti, volontà di contestazione, ma anche comprensione del diverso e capacità di autonomia. Ritornò con l’ansia giovanile di cambiare tutto. Inevitabilmente ci furono scontri durissimmi che portano ad un’immancabile rotturacon il padre. Così Silvio emigrò oltreoceano facendosi le ossa nelle cantine di mezzo mondo, studiando ed imparando tanto, ma da instancabile sognatore dopo alcuni anni ritornò alle sue terre d’origine iniziando a sperimentare sulle proprie vigne e sulla proria pelle.
Sivio voleva riuscire ad estrarre non soltanto un vino moderno, perché la modernità tutto appiattisce, ma un prodotto che esprimesse, perfettamente, un gusto che ancora si doveva formare. La sua idea era la differenziazione spinta al limite tra i vini e personalizzazione oltre ogni modo per estrarre la tipicità da ogni sua etichetta. La stessa scelta dei legni è funzione del prodotto: dalle barrique di legno francese del Dreams ai fusti da 750 litri in rovere di Slavonia de Capo Martino, al legno francese da 250 e 500 litri del Pignacolusse.
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