Perchè buongustai non si nasce, ma si diventa
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Apparecchiare una bella tavola

I vecchi libri del Galateo parlavano di Mise en Place, una parola che nel linguaggio militare definisce lo schieramento dei soldati sul campo di battaglia, e questo antico termine subito ci fa capire che per apparecchiare una bella tavola è necessario organizzarsi e prevedere una corretta posizione di ogni cosa e apporre le giuste strategie.

Tutto comincia dalle dimensioni del tavolo. Difatti è meglio assicurare a ciascuno dei nostri ospiti uno spazio minimo di 60 cm se vogliamo offrire un pasto confortevole.  L’pparecchiatura classica all’italiana prevede una tovaglia grande, non grandissima, con una caduta di circa 30 cm ( per intenderci una distanza tra il piano del tavolo e la sedia ). Le tovaglie lunghe fino a terra, così belle in vetrina e in fotografia, sono belle e fini solo a se stese in quanto scomodissime al momento di sedersi.

Le tovaglie bianche e quelle écru ( di fiandra, lino o cotone ) sono la scelta più facile e sicura: si adattano a tutti gli ambienti, si abbinano al vasellame di qualsiasi tipo e sono decisamente un’ottima base per far risaltare l’argenteria. Le tovaglie colorate sono invece scenonogtrafiche, ma nella scelta della tinta si deve tener conto di vari fattori molte volte sottovalutati. Come il colore della stanza, dei piatti o dei decori che potrebbe contrastare troppo o non accostarsi bene appesantendo visivamente tutto l’insieme.

All’inizio del pasto ogni commensale avrà davanti, sopra un eventuale sottopiatto, un piatto piano oppure una coppia di piatti piano e fondo, se il pranzo comincia con un primo , e a sinistra il tovagliolo, piegato generalmente a triangolo o a rettangolo. Comunque oggi sono contemplate e permesse anche altre forme e posizioni. Ai lati del piatti troveremo posizionati nella giusta sequenza : a destra il coltello (con la lama rigorosamente rivolta verso l’interno)  e il cucchiaio, se c’è un primo brodo, a sinistra una o due forchette. Davanti al bordo superiore posizioneremo orizzontalmente le posatine per il formaggio, la frutta ed il dolce  diposte in maniera tale da permettere l’impugnatura con la mano giusta. Questo schema base si arricchisce via via con le varie posate utili ed adatte ad ogni portata, antipasti, primi, pesce carne … diposte in modo che verranno usate per prime quelle più lontane dal piatto. Ricordatevi sempre infatti che le posate vanno utilizzate seconda una sequenza ben precisa, ovvero la posata più esterna sarà la prima ad essere utilizzata e poi via via sempre quelle più interne. Dovrete quindi posizionare tutte le posate secondo l’esatta sequenza del vostro menù.

Sopra le posate da frutta, un pò a destra, trovano posto i bicchieri: prima il più grande da acqua, a destra quello più piccolo da vino rosso e quindi quello leggermente più piccolo da vino bianco. I calici da dessert vanno in seconda fila verso il centro del tavolo in maniera tale che non diano fastidio sino a quando man mano le varie posate saranno esaurite.

Ultimo appunto. La tavola classica prevede bicchieri e posate dello stesso servizio, ma sta diventando di moda la “tavola spaiata” con i bicchieri o le posate tutte diverse tra di loro. Queste estrosità però vanno studiate con estrema raffinatezza e ogni pezzo deve essere veramente particolare o prezioso affinché l’insiemne risulti veramente unico ed armonico e non un raffazonato disordine.

Allora BUON PRANZO O BUONA CENA.

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