Category — Folklore
I taralli di San Biagio

Mia moglie ed io abbiamo la fortuna di abitare in campagana.
A far compagnia alla nostra casa ci sono ulivi di oltre 50 anni e splendidi vigneti di Montepulciano. Per arrivare a casa bisogna percorrere una piccola strada che fino a qualche tempo fa era ancora sterrata. In fondo alla stradina vi è una piccolissima chiesa che potrà contenere al massimo una ventina di fedeli compresi il parrocco. La chiesetta oggi è una ricostruzione integrale del 1972 di quella originaria tutta costruita in mattoni e risalente al XVIII secolo di cui purtroppo non rimane più alcuna traccia. La ricostruzione si rese necessaria poiché la chiesetta, ancora più piccola di quanto sia oggi, era divenuta pericolante e inagibile. A vegliare la chiesa è stata posto un mezzo busto del Santo che in realtà è la riduzione della statua intera che non riuscì a passare attraverso la porticina molto piccola ed angusta che la chiesa aveva allora.
Per tutto l’anno la chiesa rimane chiusa sino al 3 febbraio quando apre le porte al suo Santo : San Biagio, protettore della gola. Secondo un’antica tradizione, vengono distribuite candele benedette da accendere per scongiurare le tempeste e come in altre località abruzzesi sono vive usanze rituali che prevedono l’imposizione sulla gola di due candele incrociate o l’unzione della gola con olio benedetto e la distribuzione ed il consumo dei famosi Taralli di San Biagio.
E così la piccola contrada dove abitiamo che per 364 giorni all’anno è sempre assonata e tranquilla per un giorno diviene un crocevia di una moltitudine di credenti che approfittando della santa messa e la benidizione della gola si recano in fondo alla stradina per acquistare i famosi dolci Benedetti.
Ci son vari modi per prepararli. Essenzialmente essito 3 varietà di Taralli:
** di pasta di pane con semi di anice
** di biscotto con lo zucchero sopra e semi di anice
** e di pasta morbida tipo brioches , sempre con i semi
Io preferisco decisamente la versione dolce che prevede le seguenti dosi
1 kg di farina
250 g di zucchero
2 tazzine di olio
7 uova
2 bustine di lievito
semi di anice
Per prima cosa si impasta la farina con lo zucchero a cui si aggiungono le due tazzine di olio. Amalgamate tutto per bene e sé serve aggiungete un pochino di latte in modo da rendere più morbido e lavorabile il composto. Una volta ottenuta una pasta liscia e senza grumi iniziate a staccare delle striscioline di pasta lunghe più o meno 30cm e chiudetele a cerchio per fare dei grossi taralli.
Mettete i taralli sulla base del forno unta con olio e farina per non farli attaccare e spennellateli con gli albumi delle uova sbattuti a cui sono stati aggkiunti i semi di anice (se volete potete cospargerli con dei granelli di zucchero). Cuocete in forno per circa mezz’ora regolandovi che sono cotti quando saranno dorati in superficie.
febbraio 8, 2009 2 Comments









