Perchè buongustai non si nasce, ma si diventa

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Polvere di Stelle : un vino scintillante.

Umberto Cesari, ora affiancato dal figlio Gianmaria, conduce da oltre 40 anni una delle più importanti realtà dell’emilia Romagna. Ne segnaliamo un quest’occasione una bottiglia veramente degna di nota. In collaborazione con Swarovski è nata  ”Polvere di Stelle“, un blend si San Giovese e Cabernet dai rimandi fruttai e suadenti note speziate presentate in una magica e insolita veste. Una vera cascata di 250 cristalli applicati direttamente sul vetro rende la bottiglia un ogetto originale e trandy. Un packaging che sicuramente non passererà inosservato.  Disponibile nelle versioni da 75cl e da 3lt.

dicembre 5, 2008   No Comments

Guida Michelin 2008 : le nuove stelle

Ed alfine è arrivata, buona ultima dopo Gambero Rosso e Guida Espresso, anche la Rossa Michelin.

Con l’edizione 2008, la rinomata guida francese superata brillantemente la soglia dei suoi 50 anni, continuando instancabilmente a percorrere in lungo ed in largo con la passione di sempre il bel paese italico alla ricerca di luoghi preziosi dove assaggiare il meglio dell’alta gastronomia.

Anche se è molto criticato dai grandi Chef , il rinomato verdetto degli ispettori anonimi della Guida continua fare il bello e il cattivo tempo nel mondo dell’alta cucina. La guida ha ottenuto una considerevole notorietà nel corso del tempo e si è imposta come un riferimento per gli appassionati dei ”Grandes Tables”. Tuttora i redattori delle edizioni Michelin stanno lavorando per riuscire indirizzarsi a un pubblico più largo, allontanando le critiche che hanno snobbato per molto tempo la piccola ”guida rossa“ accusata di avere un’inclinazione troppo «franco-francese» e «tradizionalista».

Caso emblematico è il ristorante di Gualtiero Marchesi a Erbusco (Brescia) che ha attaccato apertamente la guida. Dall’altro lato la risposta è stata repentoria: “Quando un ristorante non vuole giudizi o comparire nelle guide come in questo caso – spiegano i curatori della Michelin Italia – lo togliamo e passa semplicemente sull’elenco telefonico”.

Ad ogni modo, che faccia discutere o no, che sia attendibile o no, sicuramente la guida è ed continuerà ad essere ancora per molto tempo un buon punto riferimento per gli amanti del buon mangiare. Cero tutto va preso con le dovute pinze, in fondo si tratta pur sempre di giudizi obiettivi.

Ma veniamo alle novità di spicco. Tra le due 2 STELLE segnaliamo due veri nastri nascenti

il ristorante Reale di Rivisondoli (AQ) che Dopo il debutto tra le “3 Forchette” del Gambero Rosso, il ristorante di Niko Romito conquista pure la seconda stella. Un 2008 da incorniciare per il 34enne e cuoco più giovane di tutti i premiati.

La Peca – Lonigo (VI) Seconda stella meritata per i fratelli Portinari che in pochi anni hanno trasformato il loro ristorante arrampicato sui colli Berici, una tappa irrinunciabile per i gourmet italiani.

Nuovi ristoranti 1 STELLA Michelin

La Parolina – Acquapendente (VT)
Bacco – Bari (BA)
Claudio – Bergeggi (SV)
Pappacarbone – Cava de’ Tirreni (SA)
Anteprima – Chiuduno (BG)
Agrodolce – Imperia (IM)
Chalet Mattias – Livigno (SO)
Il Cantinone – Madesimo (SO)
Stube Hermitage – Madonna di Campiglio
Novecento – Meina (NO)
Casa del Nonno 13 – Mercato San Severino (SA)
Innocenti Evasioni – Milano (MI)
Tano Passami L’olio – Milano (MI) |
L’Erba del Re – Modena (MO)
La Gazza Ladra – Modica (RG)
Cafè Quinson – Morgex (AO)
Stafler – Mules (BZ)
Palazzo Petrucci – Napoli (NA)
Donatella – Oviglio (AL)
Cà Matilde – Quattro castella (RE)
Bibendum – Remanzacco (UD)
Imago, Hotel Hassler – Roma (RM)
Acquilina Hostaria in Roma – Roma (RM)
Due Colombe – Rovato (BS)
Righi LA Taverna – San Marino (RSM)
Auner Hof – Sarentino (BZ)
A’ Spurcaciuna – Savona (SV)
La Montecchia – Selvazzano Dentro (PD)
Marennà – Sorbo Serpico (AV)
La Capinera – Taormina (ME)
Al Caval – Torri di Benaco (VR)
La Passion – Vandoies (BZ)
Piccolo Principe – Viareggio (LU)

novembre 22, 2008   3 Comments

E’ scomparso Gianni Brunelli

Quest’anno sembra che il buon Dio si sia accanito sui grandi del vino itailiano (solo a metà di quest’anno ci hanno lasciato l’insuperabile Edoardo Valentini e Gianni Masciarelli ) Ora la terra di Montalcino piage uno dei suoi uomini migliori, Gianni Brunelli, appassionato conduttore dell’osteria Le Logge a Siena, a due passi da Piazza del Campo, e produttore in quel di Le Chiuse di Sotto, la sua azienda da cui sono nati ottimi Brunelli e Rossi.

Ora Il vino, ovviamente, è l’ultimo dei problemi. Ora, che è l’inevitabile momento delle banalità prima del doveroso e ristoratore silenzio. Addio, Mr. Brunelli

novembre 17, 2008   No Comments

Jermann Vinnae 2007

Silvio Jermann è un vero cult per gli appassionati. Già leggendo i nomi delle sue etichette più famose, si può immaginare quale fantasia e immaginazione pervada questo vignaiolo senz’altro più a suo agio con i vini di fantasia che con quelli classici monovarietali.

Gli Jermann, arrivati in Friuli, a Villanova di Farra, nel 1881 dall’Austria, furono inizialmente dei semplici mezzadri, poi proprietari terrieri finché, soalmente verso l’inizio del secolo scorso, il vino divenne l’oggetto principale del loro lavoro e sopratutto della loro vita . Erano contadini, tutti d’un pezzo, di quelli che non vogliono sentir debolezze né cambiare una virgola nella tradizione, ma Silvio che nel 1968 era a Conegliano alla scuola del vino, ebbe, come tutti, volontà di contestazione, ma anche comprensione del diverso e capacità di autonomia. Ritornò con l’ansia giovanile di cambiare tutto. Inevitabilmente ci furono scontri durissimmi che portano ad un’immancabile rotturacon il padre. Così Silvio emigrò oltreoceano facendosi le ossa nelle cantine di mezzo mondo, studiando ed imparando tanto, ma da instancabile sognatore dopo alcuni anni ritornò alle sue terre d’origine iniziando a sperimentare sulle proprie vigne e sulla proria pelle.

Sivio voleva riuscire ad estrarre non soltanto un vino moderno, perché la modernità tutto appiattisce, ma un prodotto che esprimesse, perfettamente, un gusto che ancora si doveva formare. La sua idea era la differenziazione spinta al limite tra i vini e personalizzazione oltre ogni modo per estrarre la tipicità da ogni sua etichetta. La stessa scelta dei legni è funzione del prodotto: dalle barrique di legno francese del Dreams ai fusti da 750 litri in rovere di Slavonia de Capo Martino, al legno francese da 250 e 500 litri del Pignacolusse.

Assaggiare i suoi cult come il Vintage Tuinina sarebbe stato troppo semplice. Le vere sfide dei produttori infatti sono i vini “base” aziendali, come ad esempio il Vinnae. Alla vista si presenta di un brillante color paglierino, al naso sprigiona profumi sottili, delicati, quasi soffiati di ananas, mela e note agrumate su di un fondo piacevole minerale. In bocca è fresco di buon corpo, sapido e buona miniralità. Veramente piacevole e godibile. Lo consigliamo con antipasti di mare, con spaghetti alle ostriche e capesante e con il tartufo bianco.

novembre 7, 2008   No Comments

Adv “True Rum”, ma serve pianificare in questo modo ?

In questo periodo mi è capitato sempre più spesso di vedere online ( esempio sul circuito di Vinoclic ) e offline su riviste specializzate l’advertising del sito TRUE RUM.

Incuriosito ho cercato di carpire di cosa si trattasse. Ebbene al momento ,nell’attuale sito è presente una form che recita quanto segue” Ben presto, troverai su questo sito tantissime informazioni sul rum, dalla sua ricca storia alle note di degustazione per gli appassionati, fino alle notizie presentate direttamente dai produttori. Per maggiori informazioni sulla campagna del marchio Authentic Caribbean Rum, contatta il team True Rum al numero 011 5527311 e se desideri ricevere un avviso quando il sito verrà messo online, inserisci qui il tuo indirizzo e-mail.

Mi domando e dico, ma allora perchè NON pianificare gli investimenti quando il sito sarà effettivamente pronto online ? Perchè spendere tanti soldi per promuovere un sito che ancora non è pronto?  Sarei veramente curioso di capire motivazioni e dinamiche di tali decisioni.

novembre 5, 2008   No Comments

Ma quanto dovrebbe costare un vino Novello ?

Cogliamo l’occasione dell’imminente uscita (6 Novembre 2008) del Vino Novello per porci una domanda: ma quanto dovrebbe costare un Vino Novello ? Sul mercato si trovano Novelli dai prezzi più disparati, com’è possibile orientarsi in un mercato così eterogeneo ? Qual’è il prezzo gusto di un buon Vino Novello? La domanda è lecita, ma la risposta è alquanto complessa in quanto c’è abbastanza disinformazione in tal senso.

Ma cerchiamo di fare innanzitutto qualche chiarimento. Spesso si pensa che il Vino Novello sia un “vino nuovo”. In realtà, non è così, questa vino nasce da una produzione particolare e da una vinificazione diversa dal solito, molto più veloce.

In Italia, attualmente, la tecnica più diffusa per produrre il Vino Novello prevede che le uve che compongono l’uvaggio del vino siano completamente integre e non pigiate e riposte delicatamente in delle apposite autoclavi, chiuse ermeticamente e sottoposte all’azione dell’anidride carbonica apportata artificialmente. La temperatura non deve superare i 35 gradi centigradi e con temperature attorno ai 20-22 gradi, la macerazione sarà portata a termine in 10-12 giorni. Il mosto prodotto per schiacciamento naturale dei grappoli sottostanti viene lasciato depositare sul fondo per almeno due giorni: la fermentazione ha così inizio producendo a sua volta anidride carbonica. A questo punto viene tolto e vinificato a parte. Questa operazione viene quindi ripetuta giorno per giorno effettuando quotidianemente la svinatura.

Finita la fase di macerazione carbonica, delicatamente si pigiano le uve e si innescano imeditamente, quasi sempre, sia la fermentazione alcolica sia, alla fine, quella malolattica.

Per ottenere vini Novelli più fruttati è possibile interrompere la fermentazione refrigerando repentinamente il mosto ad una temperatura di circa –4° centigradi e tenendola a queste basse temperature per alcuni giorni

La macerazione carbonica presenta il vantaggio di rendere il vino estremamente caratterizzato e ricco di una buona e piacevole gamma aromatica molto vicino agli aromi dei vitigni utilizzati. Inoltre gli aromi secondari (quelli che si formano in seguito alla fermentazione) si moltiplicano e si raffinano, poiché la polpa dell’uva è arricchita dalle sostanze prelevate dalla buccia durante la macerazione. Ad esempio l’acetato di isoamile è responsabile del caratteristico aroma di banana. Mentre il cinnamato di etile offre inconfondibili sentori di frutti rossi: fragola, mora, lampone, ribes rosso; l’aldeide cinamica invece apportano note speziate come cannella e chiodi di garofano. Senza il caratteristico profumo di cannella si può pensare di aver di fronte un “falso novello” prodotto solo con vino nuovo.
Qui tocchiamo un punto dolente, perchè molto spesso si scambia il VIno Novello per vino nuovo che sono due cose completamente diverse per procedimenti di vinificazione e note sensoriali.

Fare un buon Novello costa e costa molto in quanto farne uno che possa resistere con le sue caratteristiche peculiari il più a lungo possibile deve essere prodotto utilizzando la maggior percentuale possibile (preferibilmnte vicino al 100%) di vino ottenuto mediante macerazione carbonica.

Generalmente infatti vengono prodotti vini Novelli utilizzando le percentuali minime consentite dalla legge che corrispondono ad almeno il 30% del totale delle uve utilizzate ( articolo 2, comma 4, del decreto del ministero delle Politiche agricole 13 luglio 1999 ). Che vuole dire ? Il restante 70% cos’è ?

Per la legge il rimanente 70% deve essere sempre e comunque uva vendemmiata entro il 31 dicembre dello stesso anno dell’annata in commercio del Novello, ma vinificata con la tecnica classica. Capirete quindi che con percentuali così ampie di scostamento ci si possa trovare di fronte ad un prodotto diversissimo anche se facente capo ad una stessa tipologia di vino.

Produrre un Novello da uve con macerazione carbonica al 100% costa. Costa in tecnologia, costa in tempo e lavoro umano (d esempio deve essere fatta una cernita manuale dei migliori grappoli che non presentao acini assolutamente integri, ricordiamo inoltre  le svinature quotidiane da effettuarsi in cantina precedentemente menzionate ) Non bisogna quindi assolutamente meravigliarsi che vi possano essere Novelli con un costo maggiore ( in alcuni casi anche oltre i 9,00 euro) ) dei “vini tradizionali”. Ribadiamo che il Vino Novello è un prodotto diverso e va considerato come tale.

Ultimo appunto su cui sarebbe il caso di meditare: Il Beaujolais Nouveau, parente francese del nostro amato Novello, ha regole molto più severe delle nostre. Difatti la legislazione francese prevede che le uve sottoposte a macerazione carbonica debbano corrispondere al 100% di quelle utilizzate per il vino nouveau. Qui in Italia non pretendiamo una restrizione simile, ma sicuramente una restrizione della forbice tra le due tecniche di produzione, al fine di dare più corenza al mercato italiano e offrire al consumatore finale un prodotto degno di chiamarsi VINO NOVELLO.

novembre 3, 2008   No Comments

FAT TAX : dall’America tasse sull’obesità.

Certo che l’America è al quanto strana e piena di contraddizioni. Questa volta sotto i riflettori è una cuoriosa legge che entrerà in vigore a partire da gennaio 2009. Da quel momento gli impiegati statali che non rienteranno in determinati parametri corporei saranno tassati con 25$ al mese. Ovviamente è scoppiata la polemica tra i favorevoli, che la vedono come un’ottima un’occasione/incentivo per migiorare e recupare il proprio stato di salute generale, dall’altra i contrari che già intravedono discriminazini sociali che inevitabilmente questa legge comporta.

Certamente i più allarmati per questa legge non sono tanto i consumatori, quanto i produttori e i distributori del cosiddetto junk food, quella robaccia da mangiare sintetica e ad altissimo tasso di zuccheri e di colesterolo tanto amata da grandi e piccini.

Certamente la via giusta non è quella, anche se sicuramente più veloce, coercitiva della tassazione, ma quello di lanciare un programma di educazione e lotta contro l’obesità infantile per cercare di allontanare i ragazzini dalla tv e avvicinarli invece ai campi sportivi. Invece di tassare sarebe invece preferibile rendere deducibili alla denuncia dei redditi le spese “contro l’obesità”, comprese le quote pagate ai circoli sportivi e i farmaci dietetici.

Peccato comunque che avere degli americani più magri non farà ingrassare gli affamati di questo mondo.

novembre 2, 2008   3 Comments

3 bicchieri Gambero Rosso 2009 : si sono dimenticati del Brunello ?

Di seguito trovate la lista dei 3 bicchieri per la regione Toscana edizione 2009. Tranne il solito Biondi Santi nemmeno l’ombra di un Brunello. Qualcuno potrebbe piegarmi questa cosa ? Che centri qualche cosa gli scandali di quest’anno e tutta la polemica sul cambiamneto del disciplinare ancora in atto ?

Amor Costante 2005 Brunelli – Le Chiuse di Sotto
Avvoltore 2006 Moris Farms
Bolgheri Rosso Sup. Grattamacco 2005 Grattamacco
Bolgheri Sassicaia 2005 Tenuta San Guido
Bolgheri Sup. Argentiera 2005 Argentiera
Bolgheri Sup. Ornellaia 2005 Tenuta dell’Ornellaia
Brancaia Il Blu 2006 Brancaia
Brunello di Montalcino 2003 Biondi Santi
Caberlot 2005 Podere il Carnasciale
Cabreo Il Borgo 2006 Tenute Ambrogio e Giovanni Folonari
Camartina 2005 Querciabella
Carmignano Villa di Capezzana 2005 Tenuta di Capezzana
Casalferro 2005 Barone Ricasoli
Cepparello 2005 Isole e Olena
Chianti Cl. 2006 Badia a Coltibuono
Chianti Cl. Castello di Ama 2005 Castello di Ama
Chianti Cl. Cortevecchia Ris. 2005 Fattoria le Corti
Chianti Cl. Il Margone Ris. 2005 Il Molino di Grace
Chianti Cl. Montegiachi Ris. 2005 Agricoltori del Chianti Geografico
Chianti Cl. Rancia Ris. 2005 Fattoria di Felsina
Chianti Cl. Ris. Ducale Oro 2004 Tenimenti Ruffino
Chianti Cl. Tenuta di Capraia Ris. 2005 Rocca di Castagnoli
Colline Lucchesi Tenuta di Valgiano 2005 Tenuta di Valgiano
Flaccianello della Pieve 2005 Tenuta Fontodi
Fontalloro 2005 Fattoria di Felsina
Galatrona 2006 Fattoria Petrolo
I Sodi di San Niccolò 2004 Castellare di Castellina
Il Carbonaione 2005 Podere Poggio Scalette
Il Corzano 2005 Fattoria Corzano e Paterno
Kepos 2006 Ampeleia
Livernano 2005 Livernano
Lupicaia 2005 Castello del Terriccio
Montecucco Sangiovese Lombrone Ris. 2004 Colle Massari
Mormoreto 2005 Marchesi de’ Frescobaldi
Nambrot 2005 Tenuta di Ghizzano
Nobile di Montepulciano Asinone 2005 Poliziano
Nobile di Montepulciano Bossona Ris. 2004 Maria Caterina Dei
Nobile di Montepulciano Ris. 2004 La Calonica
Pietradonice 2005 Casanova di Neri
Poggiassai 2006 Poggio Bonelli
Pugnitello 2006 San Felice
Redigaffi 2006 Tua Rita
Rocca di Frassinello 2006 Rocca di Frassinello
Saffredi 2005 Fattoria Le Pupille
Sammarco 2005 Castello dei Rampolla
Siepi 2005 Castello di Fonterutoli
Tignanello 2005 Marchesi Antinori
Vignamaggio 2005 Villa Vignamaggio
Vin Santo 1996 Avignonesi

ottobre 28, 2008   No Comments

Vini di Vignaioli a Fornovo


Domenica 2 e lunedì 3 novembre 2008 torna “Vini di Vignaioli”, la manifestazione che coinvolge i produttori artigianali italiani e francesi in un trionfo di vini naturali.

Per il settimo anno consecutivo la manifestazione promuove l’incontro tra i vignaioli italiani e i “cugini” d’Oltralpe in un evento unico dove i protagonisti sono vini di altissima qualitài accumunati dalla passione per la natura, il rispetto della terra e della diversità. Perché per il vignaiolo produrre vino non è un semplice processo ma una vera arte.

Il salone “Vini dei vignaioli”, che ha debuttato nel 2001 si è arricchito nel tempo diventando oggi un vero e proprio punto di riferimento nel panorama vinicolo, e un baluardo a difesa dei vini naturali che fanno affidamento solo sulle valli, colline, sole, vento e pioggia.

Una manifestazione unica, non omologata ad altre fiere di settore, che anno dopo anno ha costruito un percorso culturale sul tema delle produzioni naturali. Quest’anno saranno presenti oltre sessanta vignaioli, a testimoniare come la ricchezza dei differenti terreni, in Italia e in Francia, sia eccezionale.

Oltre alla degustazione, chi visita il salone avrà la possibilità di acquistare anche vini insoliti e naturali da sorseggiare a casa propria e offrire agli amici e approfittare di una cena tipica emiliana proposta per la domenica sera. I vignaioli francesi si occuperanno invece di proporre sfiziosi buffet per i pranzi.
Un viaggio nel gusto e nella storia, un percorso fatto di conoscenza e incontro al delicato profumo di vino.

Per maggiori informazioni

ottobre 28, 2008   No Comments

Zonin e il Tasting panel

Seguendo un pò il tam tam dei food bloggers abbiamo scoperto che dal Blog Di Francesco Zonin è possibile iscriversi ad un nuovo Tasting panel. Abbiamo colto l’occasione al volo iscrivendoci. Speriamo di rientrare tra i primi 50 fortunati. Vedremo…. nel frattempo un grosso in bocca al lupo per l’iniziativa.

ottobre 21, 2008   1 Comment