Perchè buongustai non si nasce, ma si diventa
Random header image... Refresh for more!

Ultima batteria del Tasting Panel di PoggioargentierA: Capatosta e Bellamarsilia

Abbiamo volutamente lasciare il meglio della produzionde di PoggioargentierA alla fine. E devo dire che è stato un vero finale scoppiettante. :-)

Conoscendo i due cavalli di razza le bottiglie sono state stappate con largo anticipo per permettere tutta l’ossigenazione necessaria.

Il Bellamarsilia 2007 si presenta nel bicchiere di un bellissimo rosso rubino cangiante, con profumi sicuramente intensi di frutta rossa matura (ciliegia, amarena e piccole note floreali), ancora non perfettamente pulito in quanto erano evidenti ancora note alcoliche, ma data la gioventù del vino ci può stare. In bocca è caldo, con un tannino ancora verde e una bella vena acida che cerca in qualche maniera di compensare l’esuberanza del vino. Buon esemplare, sucuramente da riassagirae tra qualche anno quando tutte le componenti si saranno armonizzate al meglio.

Si passa ora al secondo campione: Il Capatosta 2006. Qui ci eleviamo su altri registri. Colore rubino intenso e vivace. Al naso lo troviamo sicuramente più convincente del fratello forse per la mancanza di alcolicità che invece invadeva il Bellamarsilia. Troviamo bei profumi che si susseguono rincorrendosi in un caledoscopio di sensazioni : amarena, ciliegia nera, chiodi di garofano,liquirizia e tabacco. In bocca bocca è possente, rotondo, armonico e piuttosto persistente.

Facendo un confronto devo dire che vince il Capatosta ma solo in ragione di un’età evolutiva maggiore. Sono convinto che con qualche anno di età in più, il Bellamarsilia l’avrebbe decisamente spuntata. Mi riprometto di riassaggiarli entrambi tra qualche anno e riproporre questa grande sfida.

Per finire voglio fare un sentito ringraziamento a Gianpolo Paglia di PoggioargentierA che ci ha permesso questa fantastica esoerienza.

ottobre 12, 2008   No Comments

PoggioargentierA Sauvignon blanc Alture 2007

Ieri in occasione del Tasting pannel di Poggioargentiera è stata la serata dedicata al Sauvignon Blanc, vitigno a me molto caro, ero curioso si assaggiare questa tiplogia prodotto a queste latitudini. L’occasione era una cenetta informale a due per concentrarci al meglio sul vino ed apprezzarne le sue sfumature. Devo dire che siamo stai ampiamente ricompensati.

Appena versato nel bicchiere si mostra in tutto il suo splendore, un bee giallo paglerino scarico lucente. Il naso parte subito inteso, ricco, con le note classice di Sauvignon (eucalipto, foglia di pomodoro) proseguendo a frutti esotici come mango e papaia e terminare con delle sottili note erbacee. In bocca è opulento, grasso, ricco, minerale. Un gran bel bere. Certamente non lo difinerei un Sauvignon elegante. ma certamente molto piacione e ruffianto, tanto che la bottiglia devo dire è finita abbastanza in fretta.

Giudizio quindi più che positivo. Complimenti ancora a Gianpaolo e Antonio Camillo.

ottobre 2, 2008   No Comments

Il Guazza di PoggioargentierA

Terzo vino in degustazione di PoggioargentierA. Questa volta si tratta di un bianco e nel dettaglio del Guazza per il millessimo 2007. Anche qui ci trpoviamo di fronte ad insolito uvaggio : Ansonica 80% – Vermentino 20%, ma ormai dopo i primi due vini degustati precedentemente abbiamo capito che la forza di questa azienda è la sperimentazione verso vini nuovi ed innovativi, ma con un forte senso di appartenenza al territorio. Devo dire che berli è stato una vera e propria scoperta ( E questo ci garba molto ).

Veniamo al vino in oggetto. Versato nel callice si mostra in tutto il suo splendore. Una magnifica brillantezza e vivace dal colore paglierino. Molto limpido e cristallino. Al naso è una vera esplosione di profumi con sentori di pesca, mela cotogna che poi virano ( curiosamente e piacevolmente ) su note erbacee. Al palato è una delizia, sono i bianchi che preferisco, una meneralità più che spiccata, buona la sapidità e il buon retrogusto amarognolo finale come piace a me. Decisamente un bel bianco da abbinare anche a pesci ricercati. Noi l’abbiamo provato su una coda di rospo ai funghi porcini e devo dire che era una favola. Giudizio complessivo : molto buono. Un plauso a Gianpoalo per questa altra chicca che ci ha riservato.

settembre 23, 2008   No Comments

Prima degustazione PoggioargentierA

Ieri sera ci siamo concessi finalmente la prima degustazione di 2 dei 6 campioni inviati gentilmente da PoggioargentierA per il loro tasting pannel organizzato tra 100 FoodBloggers.

La scelta è caduta sul Finisterre e il Maremmante,due prodotti simili nell’uvaggio Alicante e Syrah, ma decisamente diversi. La prima cosa che mi ha subito incuriosito è stato l’insolito assemblaggio dei vini : Alicante e Syrah che partecipano per entrambi i vini nelle uguali proporzioni. Una scelta ben precisa di Gianpaolo forse di voler uscire dai soliti schemi bordolesi. Ma veniamo alla degustazione.

Maremmante 2007
Dal colore rosso rubino acceso con leggeri sfumature ancora violacee ( ricordiamo che si tratta di un millesimo piuttosto giovane) si offre al naso subito intenso esplosivo con note di amarena e ciliegia, solo successivamente con una buona ossigenazione si avverte un leggero sottofondo speziato molto sottile. Alla bocca è di buon nerbo, con tannini ormai abbastanza addomesticati di buona acidità e sapidità. In bocca si sente la sua vigoria e lo scalpitio del vino. Molto buono. L’abbiamo abbinato ad un piatto tradizionale abruzzese che è la mugnaia. Giudizio più che positivo.

Finisterre 2006.
Versato nel bicchiere è di un rubino carico, scuro, impenetrabile. Girato nel bicchiere mostra archetti fitti e lenti (siamo di fronte ad un campione che dichiara 14,5% Vol). Al naso rispetto al Maremmante si svela con più timidezza, i profumi sono tenui e bisogna essere più concentrati per scorgere tutte le sfumature che poi man male ci regalerà. Anche qui fin da subito si mostra l’amarena a cui seguono molto dopo, e con una buona ossigenazione, sfumature di cacao ,caffè e un leggero fondo speziato.
In bocca è elegante, equilibratissimo. Legno completamente integrato con tannini levigati e setosi. La buona vena acida contrasta benissimo l’estrema alcolicità del vino rendendolo molto piacevole alla degluttizione. Molto molto buono. Devo dire estremamente elegante anche se un pò reticente a farsi scoprire.
Abbinamento con carni alla brace.

In sintesi, tra i due vini, io personalmente ho preferito il Finisterre perchè meno scontato anche se all’inzio si è rilevato abbastanza timido. Gli altri commensali, sopratutto le donne, hanno scelto il Maremmante forse per la maggiore intensità ai profumi e per una minor alcolicità complessiva.

Vorrei chiudere con una domanda che Giampaolo avrà ricevuto forse un milione di volte. Come mai la decisione di un produrre due vini con un simile uvaggio? E come mai produrne addirittura due ?

Ai prossimi campioni.

settembre 21, 2008   2 Comments

Il Pannel Test di Poggio Argentiera

Sapevamo da molto che Gianpaolo Paolo, titolare del’azienda Poggio Argentiera era molto WEB 2.0, ma adesso è andato decisamente oltre e lancia un Pannel test direttamente online. Inutile dire che ci siamo subito iscritti sperando nella seconda fase di degustazione.

Un’iniziativa sicuramente degna di nota, sopratutto per il “nuovo approccio” dal basso che l’azienda vuole improntare verso il consumatore finale. Come disse Vittorio Pasteris al Food Camp San martino in Pensilis: “ormai i critici cinematografici ed enogastonomici sono morti” e devo riconoscere che ci aveva azzaccato in pieno.  A poco più di tre mesi, nasce questa nuova iniziativa che spero cominceranno a replicare anche altre aziende. Sarà interessante osservare come diversi gustatori giudicheranno lo stesso vino.

In bocca a lupo a Gianpaolo e tutto lo staff per questa nuova iniziativa.

agosto 23, 2008   3 Comments

Il Capatosta 2004 di Poggio Argentiera è il miglior vino dell’anno

capatostaIl Morellino di Scansano di Poggio Argentiera fa incetta di premi. Il Capatosta e il Bellamarsilia, i due Morellini prodotti dall’azienda di Gianpaolo Paglia, sono stati infatti recentemente premiati nell’ambito dell’edizione 2007 del Meeting organizzato dallo staff del sito Internet TigullioVino.it, composto da Filippo Ronco e Virgilio Pronzati. La dinamica realtà produttiva di Gianpaolo Paglia sale alla ribalta del panorama vitivinicolo nazionale ed internazionale con un riconoscimento importante che individua nel vino di punta, il Morellino di Scansano Doc Capatosta 2004, il vino dell’anno, ovvero il vino che più ha colpito la Commissione per qualità di TigullioVino, per equilibrio ed eleganza raggiungendo un punteggio non inferiore a 18/20. L’importante riconoscimento si aggiunge a quello che in corrispondenza del Vinitaly ha visto l’autorevole rivista vinicola britannica Decanter individuare nel Capatosta uno tra i primi 5 vini della costa toscana al termine di un’ampia selezione di 186 vini tra i più blasonati (inclusi i blasonati Sassicaia ed Ornellaia), che ha visto insignire delle 4 stelle e del Best Value e Wine of the Month, l’etichetta di Poggio Argentiera. Il verdetto di TigullioVino.it è stato espresso dalla Commissione di valutazione che si è riunita lo scorso giugno nella terza edizione del Meeting che si è svolto a Rapallo, in provincia di Genova, con l’assaggio di oltre 350 vini italiani. Il Capatosta è un Morellino di Scansano Doc ed è il vino di punta dell’azienda che sorge in località La Banditella, a pochi chilometri da Alberese e dal cuore del Parco dell’Uccellina. Poggio Argentiera è nata nel 1997 e vanta una produzione di circa 200mila bottiglie all’anno. L’azienda si sviluppa su due tenute, il Podere Adua e il Podere Keeling, per un totale di 68 ettari di cui circa 24 vitati. Al Meeting di TigullioVino.it Poggio Argentiera è stata protagonista anche con il Morellino di Scansano Doc Bellamarsilia 2006, che ha ricevuto la menzione per la qualità/prezzo & eccellenza tra i nuovi vini degustati nell’ultimo anno con punteggio non inferiore ai 16/20, distinguendosi per qualità e prezzo, considerata la tipologia e la denominazione.

settembre 2, 2007   No Comments