Perchè buongustai non si nasce, ma si diventa
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Astraio : Il Viognier maremmano

Astraio - Rocca di Montemassi

Eccoci alla seconda tasting list di Francesco Zonin. Questa volta ci è stato proposto l’Astraio della Tenuta Rocca Di Montemassi.

Ci troviamo in piena Maremma con un vitigno decisamente nuove per queste zone : Il Viognier, originario della valle del Rodano.

Alla vista si presenta di un splendido giallo paglierino. Al naso è inizialmente timido, chiuso, ma Lasciato riposare ed ossiginare il dovuto si mostra in tutta la sua suadenza regalandosplendide  note tropicali a cui si accompagna un nettissimo profumo di pera. In bocca la progressione aumenta con un ottima mineralità e sapidità . Molto buona la beva che invita (sopratutto in queste calde sere d’estate ) a riassaggiarlo ogni volta. Ritroviamo al palato note esotiche con frutti a pasta bianca (pesca e pera).

Noi l’abbiamo abbinato ad una Galinella di mare  fatta “all’acqua pazza”. Mai scelta più azzeccata.

agosto 3, 2009   4 Comments

Primitivo di Manduria Altemura di Altemura

primitivo di manduria Altemura di Altemura

Finalmente ho avuto l’occasione di poter degustare la bottiglia arrivata in occasione della prima Tasting List.  Francesco ci ha voluto regalare una vera chicca in anteprima assoluta, in quanto,  al momento (Ndr che sto scrivendo)   questo Primitivo di Manduria della Masseria Altemura non è ancora presente in enoteca.

Il vino è arrivato qualche giorno fa e l’impazienza di aprirlo immediatamente è stata molto forte, ma occorreva avere l’occasione giusta, che si è presentata giusto questa sera con un abbinamento degno di nota: Tagaliata all’aceto balsamico. Ma veniamo alla nostra etichetta.

Versato nel bicchiere si presenta di rosso rubino cupo, quasi impenetrabile.  Il naso è una  progressione, non ha profumi intensi e volatili. Questo Primitivo gioca piuttosto  sulla lunghezza. All’inizio  si scoprono inaspettate  note ferrose e netti richiami terrosi a cui pian piano seguono profumi di lichi e frutti di bosco in confettura. La bocca è decisamente una vera sorpresa. :-) Abituato a vini della stessa tipologia paragonabili ad un puledro scatenato in bocca, qui troviamo invece una cavallo addomesticato e ben educato. Una rotondità e cremosità senza euguali per la tipologia.  Il legno è completamente integrato, ha fatto esattamente il suo dovere riuscendo a mimetizzarsi completamente.  Ottima l’equilibrio tra tutte le componenti. Chiusura con una buona corripondenza al naso e  finale alla liquirizia.

Ribadisco che è un vino che mi ha sorpreso molto considerando che mi sono sempre imbatutto con Primitivi di Manduria abbastanza indomabili sopratutto nel tannino anche dopo molti anni di riposo in bottiglia. Molto godibile. A trovargli qualche difetto avrei voluto forse un pò più di intensità nei profumi e qualche sfumatura in più. Giudizio comunuqe finale più che positivo.

febbraio 26, 2009   5 Comments

Tasting List Zonin : si parte

Oggi apprendo dal Blog di Francesco Zonin che la Tasting List di cui facciamo parte  è partita. Oggi sono state spedite le prime bottiglie di Altemura di Altemura, Primitivo di Manduria, 2006, neonato della tenuta pugliese. Le bottiglie son state spedite con gli imballi speciali EWSP . Attendiamo con ansia il primo campione per provarlo e scrivervi in merito.

febbraio 20, 2009   No Comments

Zonin e il Tasting panel

Seguendo un pò il tam tam dei food bloggers abbiamo scoperto che dal Blog Di Francesco Zonin è possibile iscriversi ad un nuovo Tasting panel. Abbiamo colto l’occasione al volo iscrivendoci. Speriamo di rientrare tra i primi 50 fortunati. Vedremo…. nel frattempo un grosso in bocca al lupo per l’iniziativa.

ottobre 21, 2008   1 Comment

Ultima batteria del Tasting Panel di PoggioargentierA: Capatosta e Bellamarsilia

Abbiamo volutamente lasciare il meglio della produzionde di PoggioargentierA alla fine. E devo dire che è stato un vero finale scoppiettante. :-)

Conoscendo i due cavalli di razza le bottiglie sono state stappate con largo anticipo per permettere tutta l’ossigenazione necessaria.

Il Bellamarsilia 2007 si presenta nel bicchiere di un bellissimo rosso rubino cangiante, con profumi sicuramente intensi di frutta rossa matura (ciliegia, amarena e piccole note floreali), ancora non perfettamente pulito in quanto erano evidenti ancora note alcoliche, ma data la gioventù del vino ci può stare. In bocca è caldo, con un tannino ancora verde e una bella vena acida che cerca in qualche maniera di compensare l’esuberanza del vino. Buon esemplare, sucuramente da riassagirae tra qualche anno quando tutte le componenti si saranno armonizzate al meglio.

Si passa ora al secondo campione: Il Capatosta 2006. Qui ci eleviamo su altri registri. Colore rubino intenso e vivace. Al naso lo troviamo sicuramente più convincente del fratello forse per la mancanza di alcolicità che invece invadeva il Bellamarsilia. Troviamo bei profumi che si susseguono rincorrendosi in un caledoscopio di sensazioni : amarena, ciliegia nera, chiodi di garofano,liquirizia e tabacco. In bocca bocca è possente, rotondo, armonico e piuttosto persistente.

Facendo un confronto devo dire che vince il Capatosta ma solo in ragione di un’età evolutiva maggiore. Sono convinto che con qualche anno di età in più, il Bellamarsilia l’avrebbe decisamente spuntata. Mi riprometto di riassaggiarli entrambi tra qualche anno e riproporre questa grande sfida.

Per finire voglio fare un sentito ringraziamento a Gianpolo Paglia di PoggioargentierA che ci ha permesso questa fantastica esoerienza.

ottobre 12, 2008   No Comments

PoggioargentierA Sauvignon blanc Alture 2007

Ieri in occasione del Tasting pannel di Poggioargentiera è stata la serata dedicata al Sauvignon Blanc, vitigno a me molto caro, ero curioso si assaggiare questa tiplogia prodotto a queste latitudini. L’occasione era una cenetta informale a due per concentrarci al meglio sul vino ed apprezzarne le sue sfumature. Devo dire che siamo stai ampiamente ricompensati.

Appena versato nel bicchiere si mostra in tutto il suo splendore, un bee giallo paglerino scarico lucente. Il naso parte subito inteso, ricco, con le note classice di Sauvignon (eucalipto, foglia di pomodoro) proseguendo a frutti esotici come mango e papaia e terminare con delle sottili note erbacee. In bocca è opulento, grasso, ricco, minerale. Un gran bel bere. Certamente non lo difinerei un Sauvignon elegante. ma certamente molto piacione e ruffianto, tanto che la bottiglia devo dire è finita abbastanza in fretta.

Giudizio quindi più che positivo. Complimenti ancora a Gianpaolo e Antonio Camillo.

ottobre 2, 2008   No Comments

Il Guazza di PoggioargentierA

Terzo vino in degustazione di PoggioargentierA. Questa volta si tratta di un bianco e nel dettaglio del Guazza per il millessimo 2007. Anche qui ci trpoviamo di fronte ad insolito uvaggio : Ansonica 80% – Vermentino 20%, ma ormai dopo i primi due vini degustati precedentemente abbiamo capito che la forza di questa azienda è la sperimentazione verso vini nuovi ed innovativi, ma con un forte senso di appartenenza al territorio. Devo dire che berli è stato una vera e propria scoperta ( E questo ci garba molto ).

Veniamo al vino in oggetto. Versato nel callice si mostra in tutto il suo splendore. Una magnifica brillantezza e vivace dal colore paglierino. Molto limpido e cristallino. Al naso è una vera esplosione di profumi con sentori di pesca, mela cotogna che poi virano ( curiosamente e piacevolmente ) su note erbacee. Al palato è una delizia, sono i bianchi che preferisco, una meneralità più che spiccata, buona la sapidità e il buon retrogusto amarognolo finale come piace a me. Decisamente un bel bianco da abbinare anche a pesci ricercati. Noi l’abbiamo provato su una coda di rospo ai funghi porcini e devo dire che era una favola. Giudizio complessivo : molto buono. Un plauso a Gianpoalo per questa altra chicca che ci ha riservato.

settembre 23, 2008   No Comments

Prima degustazione PoggioargentierA

Ieri sera ci siamo concessi finalmente la prima degustazione di 2 dei 6 campioni inviati gentilmente da PoggioargentierA per il loro tasting pannel organizzato tra 100 FoodBloggers.

La scelta è caduta sul Finisterre e il Maremmante,due prodotti simili nell’uvaggio Alicante e Syrah, ma decisamente diversi. La prima cosa che mi ha subito incuriosito è stato l’insolito assemblaggio dei vini : Alicante e Syrah che partecipano per entrambi i vini nelle uguali proporzioni. Una scelta ben precisa di Gianpaolo forse di voler uscire dai soliti schemi bordolesi. Ma veniamo alla degustazione.

Maremmante 2007
Dal colore rosso rubino acceso con leggeri sfumature ancora violacee ( ricordiamo che si tratta di un millesimo piuttosto giovane) si offre al naso subito intenso esplosivo con note di amarena e ciliegia, solo successivamente con una buona ossigenazione si avverte un leggero sottofondo speziato molto sottile. Alla bocca è di buon nerbo, con tannini ormai abbastanza addomesticati di buona acidità e sapidità. In bocca si sente la sua vigoria e lo scalpitio del vino. Molto buono. L’abbiamo abbinato ad un piatto tradizionale abruzzese che è la mugnaia. Giudizio più che positivo.

Finisterre 2006.
Versato nel bicchiere è di un rubino carico, scuro, impenetrabile. Girato nel bicchiere mostra archetti fitti e lenti (siamo di fronte ad un campione che dichiara 14,5% Vol). Al naso rispetto al Maremmante si svela con più timidezza, i profumi sono tenui e bisogna essere più concentrati per scorgere tutte le sfumature che poi man male ci regalerà. Anche qui fin da subito si mostra l’amarena a cui seguono molto dopo, e con una buona ossigenazione, sfumature di cacao ,caffè e un leggero fondo speziato.
In bocca è elegante, equilibratissimo. Legno completamente integrato con tannini levigati e setosi. La buona vena acida contrasta benissimo l’estrema alcolicità del vino rendendolo molto piacevole alla degluttizione. Molto molto buono. Devo dire estremamente elegante anche se un pò reticente a farsi scoprire.
Abbinamento con carni alla brace.

In sintesi, tra i due vini, io personalmente ho preferito il Finisterre perchè meno scontato anche se all’inzio si è rilevato abbastanza timido. Gli altri commensali, sopratutto le donne, hanno scelto il Maremmante forse per la maggiore intensità ai profumi e per una minor alcolicità complessiva.

Vorrei chiudere con una domanda che Giampaolo avrà ricevuto forse un milione di volte. Come mai la decisione di un produrre due vini con un simile uvaggio? E come mai produrne addirittura due ?

Ai prossimi campioni.

settembre 21, 2008   2 Comments